Francia: animalisti in protesta

Pubblicato il 26 Giugno 2019

Diffuso un video con operazioni invasive sulle mucche a scopo di ricerca, il paese del foie gras ancora sotto il mirino degli animalisti.

 

Un uomo infila un braccio nello stomaco di una mucca sedata, per “installare” una finestra permanente con vista rumine. Il motivo? Osservare il sistema digestivo delle mucche a scopo di ricerca, per implementare le prestazioni degli alimenti forniti agli animali e aumentare qualità e quantità di latte. Un pratica risalente addirittura all’Ottocento, di sicuro non l’ultima frontiera tecnologica, che nei decenni si è radicata nell’allevamento tradizionale. Il fatto che sia “tradizionale” non vuol dire che sia giusto, le immagini scioccanti diffuse dall’Associazione animalista francese L214 portano così l’attenzione verso un’usanza ingiusta che fino a qualche anno fa poteva passare inosservata.

Proprio la legge 214-1 del Codice Rurale francese sancisce per la prima volta che “ Ogni animale, come essere senziente, deve essere messo dal suo proprietario in condizione compatibile con gli imperativi biologici appartenenti alla sua specie”. Gli sfruttamenti sugli animali sono invece diffusi in Francia come in tutto il mondo: allevamenti intensivi di ogni genere, con condizioni insostenibili che ormai tutti conosciamo, nel nome di un consumo umano eccessivo mai necessario ma incentivato dalle logiche economiche consumistiche dell’ultimo secolo.

Viviamo ancora in un mondo di ipocrisia e paradossi, come osserviamo nella stessa legge 654-27-1 del Codice Rurale francese che descrive il foie gras come patrimonio culturale e gastronomico protetto, stabilendo l’ingrasso forzato come metodo tradizionale “doc”. Ma se esiste una legge che tutela “gli imperativi biologici” di ogni specie animale, come si può nello stesso Codice avallare un procedimento sadico che ha come obiettivo la produzione di un bene assolutamente non indispensabile?

Dobbiamo tutti ricordarci che l’unica strada per il cambiamento passa per le scelte dei consumatori, se ognuno di noi orienta la domanda verso scelte sostenibili, salutari e consapevoli, le aziende e gli Stati spesso asserviti non potranno che agire di conseguenza.