Caso Whirlpool, la punta di un iceberg chiamato Mezzogiorno

Pubblicato il 26 Giugno 2019

Migliaia di famiglie del Sud Italia messe in ginocchio da una crisi industriale drammatica. Gli ammortizzatori sociali non sono la soluzione ma un cuscinetto utile ad una radicale ristrutturazione del modello industriale del Mezzogiorno.

 

Una sessantina di vertenze che coinvolgono più di 80mila lavoratori del Sud Italia, con il rischio per quasi 20mila dipendenti di rimanere senza lavoro gravando sugli ammortizzatori sociali. Un circolo vizioso, quello del Mezzogiorno, che richiede una profonda ristrutturazione. Come spiegano dal Ministero dello Sviluppo Economico, “sotto Roma mancano le infrastrutture, il mercato e le banche, quindi è difficile trovare imprenditori disposti a investire. Di conseguenza, non resta che rispondere all’emergenza con la cassa integrazione”.

La crisi investe interi settori, a fine anno la spesa totale per cassa integrazione potrebbe sfiorare i 10 miliardi di euro. In molti casi, come nella vicenda  Whirlpool, l’ipotesi di rilancio è molto difficile. Dai 1.500 ex addetti di grandi catene come Carrefour, Coop e Trony, ai 290 operai della Industria Italiana Autobus; da Firema al gruppo Natuzzi; da Almaviva agli ex dipendenti Fiat a Termini Imerese. Il Sud non può continuare ad avere problemi senza soluzioni alternative che gravare sugli ammortizzatori sociali, con un effetto domino sull’economia del Paese.

“Il caso Whirlpool – afferma Enrico Bozza, Presidente di 10VolteMeglio – deve essere affrontato con una visione d’insieme che porti il Mezzogiorno ad un rilancio deciso e definitivo, adesso l’attenzione di tutti è concentrata sul vertice convocato per martedì alle 15 Giugno al Mise e sul ruolo che potrebbe assumere il governo in questa delicata trattativa. Il Governo non può più perdere tempo per risolvere gli scontri interni alla maggioranza: c’è una battaglia molto più importante da vincere, e richiede la massima concentrazione e priorità. Bisogna costruire una politica industriale che funzioni e che possa nel tempo assottigliare le differenze ormai endemiche tra Nord e Sud”.