Diritto alla Sicurezza

Dieci Volte Meglio ritiene che, ogni cittadino, ha il diritto di vivere una vita sicura in tutti i contesti sociali della sua manifestazione. Tutte le persone devono poter esprimere la propria personalità con la certezza che nulla e nessuno possa porre limiti con un semplice atto d’imperio. Per ripristinare la legalità, bisogna individuare e modificare tutti gli ambiti nei quali si rivela la perdita. Per questo, lungi da sensazionalismi e buonismi di bandiera, Dieci Volte Meglio si propone di intervenire per garantire che la reazione statale ad un atto illecito avvenga nei modi e nei tempi stabilito dalla legge.

 

Ripristino del disvalore penale
Per riprendere la Via delle Legge bisogna dover sanzionare tutte le condotte illecite per il solo fatto di aver colto un’opportunità contra legem in quanto l’animo umano capace di concepire un’azione delittuosa deve confrontarsi con la reazione sociale. In tale direzione, diventa impellente modificare alcuni decreti legislativi che hanno depenalizzato molti reati gravi, come i Dlgs n. 7 e n. 8 del 2016, che hanno causato non poche perplessità nella popolazione che invece chiede sicurezza e certezza della pena per tutti i reati.

Attuare la riforma della legittima difesa per ridare onore alla ratio normativa che, nella sua parte generale, istituisce le cause di giustificazione del reato tra i capisaldi del diritto penale. Dieci Volte Meglio vuole che i cittadini possano difendersi dalle violazioni illecite a danno della propria privata sfera giuridica. Il proprio domicilio, la propria attività commerciale, i propri beni, la propria incolumità e quella dei propri cari sono tutti diritti da difendere da criminali di varia natura.

Inoltre, Dieci Volte Meglio non vede alcuna manifestazione di Giustizia nella possibilità data ai malviventi di pretendere il ristoro per eventuali danni subiti durante la commissione del reato e, pertanto, intende introdurre il divieto di chiedere un risarcimento dei danni subiti se questi vengono cagionati durante l’esecuzione di un reato.

L’immigrazione transcontinentale
L’Immigrazione è un fenomeno in continua crescita. Grossi flussi di persone lasciano i propri Paesi, le proprie culture, usi e costumi per trasferirsi nel continente Europeo per guerre logoranti o per ragioni economiche ed ambientali. Le emergenze migratorie hanno visto, soltanto, l’Italia in prima linea, semplicemente, perché l’ospitalità è nella profonda cultura del popolo ma, negli ultimi anni, il flusso si è espanso tanto quanto la popolazione mondiale. Nel nostro Paese si è, poi, imposta la cattiva o illecita gestione del servizio pubblico all’uopo destinato, così, diffondendo miseria e alimentando degrado e violenza.

Dieci Volte Meglio si propone di arginare il fenomeno di massa non solo promuovendo accordi bilaterali con i Paesi coinvolti nel transito di persone extracomunitarie. A queste politiche, bisogna associare una cooperazione bilaterale esclusiva portando aiuti massicci alle popolazioni, specie dell’Africa, al fine di favorire, da un lato l’autodeterminazione locale e, dall’altro l’esportazione dei nostri prodotti e dei nostri servizi.

L’Europa, ad oggi, non ha risposto alle nostre richieste per collaborare al contrasto dell’immigrazione clandestina. Il contegno assunto dal consesso europeo, violando palesemente i principi fondativi dello stesso, consente all’Italia di rivedere tutti i Trattati fino, ad oggi, firmati ed osservati. Ritrattare le norme internazionali, che prescindono dal legislatore europeo, è il primo passo da compiere per ristabilire l’equilibrio geopolitico.

L’integrazione è la giusta soluzione al problema. Ogni Governo deve fissare un sistema annuale di quote di immigrazione regolare in proporzione alla richiesta di disponibilità di prima assunzione nel mercato del lavoro e con il rilascio di un permesso di soggiorno di breve periodo. Diventa, pertanto, necessario sia procedere all’espulsione di quei clandestini che si sono resi colpevoli di violazione di leggi dello Stato e sia non giustificare condotte, contrarie alle leggi o al buon costume, soltanto perché perpetrate in nome di una fede o di un interesse particolare.