Europa

L’Europa è uno spazio grande, complesso, vivissimo e in trasformazione. È stata concepita nel dopoguerra in una logica di superamento dei blocchi contrapposti. Dalla fine degli anni ‘70 è stata realizzata sul campo. È – o almeno dovrebbe essere – la visione di un destino comune capace di superare gli individualismi di ciascun Paese appartenente al continente. 

È un progetto ambizioso, che però stenta a realizzarsi politicamente ed economicamente per mancanza di obiettivi comuni e identitari. Avrebbe dovuto integrare aziende, reti di comunicazione, contratti, moneta e cultura, difesa. Invece siamo ben lontani da una valida dialettica d’insieme: si continua a lottare per le proprie egemonie nazionali. 

L’Europa dovrebbe essere la dimensione in grado di confrontarsi, con un’unica voce, con Usa, Cina, Russia, India e Paesi Arabi; dovrebbe assorbire squilibri sociali, economici e culturali. È assolutamente necessario concepire una nuova architettura di governance economica dell’Unione Europea, in grado di gestire – a livello comune – investimenti infrastrutturali e debito. Ciò deve comportare una profonda revisione delle politiche di Bilancio dell’Unione, della sua struttura e della sua funzione.
La nostra visione

Vorremmo che l’Italia sviluppasse una nuova visione-guida per l’Unione e che abbandonasse il tradizionale ruolo subalterno e rivendicativo. Il Governo italiano dovrebbe dedicare energie e competenze primarie alla politica europea, anche facendosi carico di sviluppare una nuova visione istituzionale e di tessere le alleanze necessarie.

Sviluppo dei talenti e sistema formativo

Vogliamo inserire tra le priorità dell’Italia lo sviluppo delle competenze e dei talenti al fine di mantenere la competitività su scala europea, anche con la realizzazione di un sistema nuovo di istruzione delle scuole superiori basato su un modello comune di qualificazione. 

Gli italiani nella casa comune Europea

Vogliamo definire meccanismi che favoriscano integrazione e sinergie tra aziende italiane che vogliono espandersi in mercati esteri. Ristrutturare le istituzioni italiane all’estero in modo da realizzare una rete europea che consenta a tutti gli italiani di sentirsi “a casa” in ogni territorio dell’Unione. 

Dal concetto arcaico di “Anagrafe degl’Italiani Residenti all’Estero” si potrebbe passare a quello di “Banca Dati degl’Italiani all’Estero”, nella quale chiunque – ad esempio con un’ autocertificazione – possa inserire una serie esaustiva di informazioni.

Fondi strutturali

Molte azioni degli ultimi governi si sono concentrate sulla necessità di “non perdere e spendere” le significative risorse europee, molto meno sull’analisi dei risultati. Il nostro Paese appare indietro nel settore della cosiddetta “Europrogettazione”, per noi fondamentale. Puntiamo sul potenziamento di competenze necessarie a intercettare e utilizzare fondi per le infrastrutture. La priorità italiana è lo sviluppo e la manutenzione di strade, ferrovie locali, reti idriche, reti telefoniche terrestri, notevolmente degradati e in condizioni di pesante arretratezza in molte regioni. Governare efficacemente i fondi europei permetterebbe anche di accedere al mercato dei capitali con strumenti finanziari orientati a investitori di lungo periodo. La seconda priorità attiene invece agli interventi a favore di aree con “ritardo di sviluppo”. 

Il Sud Italia può sviluppare e rafforzare un modello alternativo basato su turismo, agricoltura, produzione di energie rinnovabili, sviluppo di capitale culturale. Un modello di sostenibilità ambientale, che promuova la cultura del “luogo ideale in cui vivere” ripulito da malavita, inquinamento, incuria. Le risorse dei fondi europei dovrebbero essere quindi indirizzate a operazioni di ricostruzione ambientale e sociale e di riconoscimento di un ruolo decisivo all’imprenditoria sociale e alle organizzazioni del terzo settore.

Economia e Finanza

 Crediamo nel ruolo della BCE nella politica monetaria dell’area Euro, nella crescita e nella vigilanza del sistema finanziario. In dettaglio, una BCE forte e autorevole è garanzia di stabilità e trasparenza del sistema finanziario, connotazioni che consentono di ridurre i rischi insiti in un modello economico globale, che richiede enormi masse di liquidità in movimento per funzionare. 

Sport

La creazione per le principali discipline di squadra, calcio escluso, di campionati professionistici europei consentirebbe di far affluire risorse economiche importanti e di favorire l’integrazione senza comprimere le identità.

Sistema di difesa

Consideriamo non più rinviabile, per ragioni strategiche ed economiche, la costituzione di un sistema di difesa militare europeo, in un’ottica di superamento della polarizzazione del dibattito pro o contro NATO. Tale scelta rafforzerebbe anche le istituzioni dell’Unione: il Parlamento dovrebbe essere chiamato ad autorizzare le missioni e la Commissione a organizzare il vertice operativo della Difesa europea.