Giustizia

Il completamento sociale di un cittadino si compie, soltanto, se esiste la certezza di una Giustizia effettiva e la garanzia di una giurisdizione efficiente. L’immobilismo legislativo degli ultimi trent’anni ha cagionato danni tali da aver, oggi, vanificato l’intervento giurisdizionale stesso. La necessità di forti cambiamenti del nostro sistema giudiziario è una priorità che non si può più rinviare. Bisogna garantire la certezza della pena. Bisogna ridurre la durata dei processi civili e penali. Bisogna assicurare la celerità della risposta alla doglianza. Bisogna innovare e specializzare gli operatori e le procedure. Bisogna diminuire il numero ed attualizzare le leggi dello Stato.

Riforma dei Codici Processuali Civile e Penale

Di grande impatto, sulle lungaggini dei processi, può essere la riforma del Codice di Diritto Processuale Civile e del Codice di Procedura Penale che Dieci Volte Meglio ha elaborato proponendo, tra le tante modifiche, l’utilizzo di un server centrale che consenta e certifichi la trasmissione dei dati e dei documenti. Oltre l’introduzione di procedimenti giuridici deflattivi, come la Mediazione Civile, si vuole consentire l’uso delle strumentazioni elettroniche nell’esecuzione della Giustizia e nell’amministrazione della stessa per potenziarne le capacità ed abolire la possibilità di accedere a giudizi speciali penale che riducono la pena.

Certezza della pena

L’inefficienza della Giustizia Italiana, col passare del tempo, ha distrutto la certezza di esecuzione della pena inflitta. La durata eccessiva dei processi estingue il disvalore giuridico del fatto scemando grandemente la sua gravità e riducendone la pena. Le leggi introdotte durante gli anni della contestazione permettono, tutt’oggi, l’applicazione di molteplici sgravi. Insomma, per trovare la soluzione al problema, Dieci Volte Meglio si propone di:

  • abbassare ad un anno il limite per l’applicazione della sospensione condizionale della pena;
  • ridurre a dodici anni il limite di punibilità ed attenuare la premialità del rito minorile;
  • non consentire la celebrazione del giudizio con il rito abbreviato a chi viene giudicato per la commissione di reati gravi;
  • abrogare l’art. 162 ter cp con la previsione di estinzione del reato per condotta riparatoria;
  • aumentare le pene previste per tutti i reati in particolare la violenza sulle donne e sui bambini, mafia, terrorismo, corruzione e tutti i reati commessi dai Pubblici Ufficiali.

Riforma dell’Ordinamento Giudiziario

La piena efficienza della Giustizia non può prescindere da una riforma dell’Ordinamento Giudiziario che modernizzi finalità e funzioni giudiziarie per poter dare quella risposta di legalità sempre crescente. L’eccessiva farraginosità ha favorito la diffusione di sensibilità politiche, religiose o particolari nel potere giurisdizionale che deve rimanere, invece, imparziale ed autonomo per garanzia di democrazia. Alcune azioni da compiere per ristabilire la terzietà del giudicante possono essere: la separazione delle carriere magistratuali; l’abrogazione dell’obbligatorietà dell’azione penale; l’introduzione della responsabilità civile per il capo dell’ufficio chiamato in causa; verifiche abituali della competenza scientifica e della capacità cognitiva ed altro ancora.

Inoltre, per ridare autorevolezza al Potere Giudiziario e per eludere le odierne contaminazioni politiche, affinché riscopra i principi per i quali è stato creato, bisogna evitare che l’inerzia del Consiglio Superiore della Magistratura sul controllo dell’amministrazione della Giustizia ne vanifichi la funzione.

Riforma dell’Ordinamento Penitenziario

Ormai le condanne per la cattiva gestione dell’amministrazione penitenziaria sono notorie come rinomate sono le condizioni in cui versano migliaia di detenuti ed in cui operano migliaia di guardie penitenziarie. Come in altri contesti, le funzioni del carcere, rieducativa e punitiva, sono diventate considerazioni astratte utili, soltanto, ad occupare sterili discussioni senza capire che il sovraffollamento carcerario non consente lo svolgimento delle normali attitudini gravando enormemente sulle casse dello Stato.

Oltre la professionalizzazione delle Guardie Penitenziarie, si propone la possibilità di creare presso gli Istituti Penitenziari delle vere e proprie società di servizi: edili, agricole o ambientali che impiegano i detenuti per eseguire i propri lavori. In questo modo si ottengono diversi risultati:

·      il fatturato dell’azienda penitenziaria consoliderebbe l’autonomia contabile dell’istituto diventando un enorme risparmio per la spesa pubblica;

·      si può adempiere alla funzione rieducativa valutando la capacità del detenuto di assumersi una responsabilità inserito in un reale gruppo di lavoro.

Ristrutturazione degli Istituti di pena

Per favorire il rispetto della dignità umana, bisogna concepire un progetto per la ricostruzione e ristrutturazione di tutti gli Istituti per l’esecuzione della pena nonché per la riapertura di carceri caduti in disuso e costruzione di nuove spazi.