Giustizia

Queste le nostre proposte di riforma della Giustizia:

  • Riforma delle procedure interne al C.S.M. e agli altri organi di autogoverno della giustizia amministrativa, contabile e tributaria per la nomina dei magistrati nei vari incarichi direttivi negli uffici giudiziari, mediante selezione di dieci candidati e successiva nomina a sorteggio tra i dieci nominativi. Adozione dello stesso sistema per la nomina dei magistrati negli incarichi semidirettivi, ma devoluta ai consigli giudiziari a base distrettuale. Non c’è sistema elettorale di scelta dei componenti togati degli organi di autogoverno che possa limitare il condizionamento delle correnti.
  • Abolizione per tutte le magistrature del concorso di secondo livello e del periodo di tirocinio, con l’introduzione di una prima prova preselettiva scritta tradizionale (anonima e non a test) e successivo svolgimento delle prove scritte e orali tra i primi 500 candidati che hanno superato la preselezione. Concorsi biennali, con predeterminazione e riduzione dei tempi di svolgimento dell’iter concorsuale.
  • Estensione dell’Informatizzazione del processo civile, amministrativo, contabile e tributario a tutte le udienze (processo telematico a trattazione solo scritta), tranne pochissime eccezioni in cui sia necessaria la presenza fisica delle parti o di terzi in udienza. Informatizzazione di tutti i servizi e assunzione di personale di cancelleria qualificato o da formare, favorendo il telelavoro.
  • Estensione del giudizio abbreviato (giudizio allo stato degli atti) come modalità ordinaria di svolgimento del processo penale, salvo richiesta delle parti di svolgimento del dibattimento o di formazione di alcune prove in sede dibattimentale.
  • Stabilizzazione e assunzione a tempo indeterminato dei giudici di pace con concorsi pubblici, abolendo la retribuzione a cottimo e creando la categoria dei giudici di pace, separata dalla magistratura ordinaria, ma inserita sotto l’autogoverno dei consigli giudiziari e del C.S.M.
  • Incentivazione degli organismi e delle procedure di conciliazione, mediazione e negoziazione assistita per la deflazione dei processi civili e tributari.
  • Riduzione degli illeciti penali, con un abbondante depenalizzazione delle fattispecie minori.
  • Riduzione della detenzione carceraria in fase esecutiva e cautelare, con estensione delle misure alternative al carcere e del potere decisionale dei giudici di sorveglianza, in modo da personalizzare la pena e assicurarne la  funzione rieducativa, anche  con un poderoso investimento in strutture di recupero su tutto il territorio nazionale, organizzate in comunità come aziende speciali a partecipazione pubblica, vincolate a criteri di economicità e a cui vanno conferiti i beni confiscati alla criminalità.