Imprese

Solo gli investimenti potranno essere il motore dello sviluppo e del rilancio dell’Italia, quindi il nostro impegno è quello di rigenerare il desiderio di fare impresa. Dobbiamo sostenere e dare forza alle imprese esistenti o ripensate (re-startup), oppure riaggregate secondo nuove logiche di creazione del valore. Vogliamo impegnarci in piani industriali di investimenti e detassazioni in settori ad alto potenziale (ambiente, tecnologie emergenti, digitalizzazione, ). Dobbiamo favorire anche le nuove imprese attraverso: disponibilità di denaro a costo molto basso, tecnologie dirompenti, mercati internazionali accessibili e in crescita. Nello specifico vogliamo intervenire lungo le direttrici principali qui riportate.

 

Introduzione di meccanismi di incentivazione del Venture Capital per le aziende in startup

Su settori e progetti di interesse nazionale l’obiettivo è creare dei fondi disponibili dei progetti del Venture Capital. Vogliamo inoltre permettere che soggetti privati che investono in iniziative di startup (nuove aziende, progetti di giovani o donne, tecnologie, ricerca), ottengano la detrazione fiscale come investimenti in sviluppo.

Infine è cruciale l’adozione di un regime semplificato di impresa (la Startup appunto); occorre una facilitazione amministrativa di licenze, permessi, registrazioni, oneri burocratici e pesanti ostacoli operativi alla partenza delle iniziative imprenditoriali.

Vanno definite le regole per l’applicazione del regime “favorevole”, sia in termini di tipologie e durata delle detrazioni, sia in termini di tempi in cui la Startup deve evolvere nelle forme giuridiche di SpA e Srl, rientrando quindi in un regime normale.

 

Supporto allo sviluppo di nuove forme di aggregazione e cooperazione per favorire modelli di business competitivi a livello internazionale

Bisogna favorire, più di quanto fatto finora, specifiche politiche di incentivazione e agevolazione attraverso finanziamenti, defiscalizzazione, supporto gestionale finanziato al processo di aggregazione, merito creditizio.

 

Sviluppo integrato delle infrastrutture di rete (stradali, logistiche, energetiche)

Lo stato degli investimenti destinati allo sviluppo delle grandi opere strutturali è nel nostro Paese è drammaticamente arretrato e fermo da anni. In questi ultimi decenni gli investimenti sono stati pochi e scarsamente finalizzati alla realizzazione di opere infrastrutturali destinate a collegare l’Italia con l’Europa in modo efficace e razionale, per creare il necessario indotto a favore delle nostre imprese e conseguentemente migliaia di posti di lavoro (tra diretti e indotto).

Tale arretratezza sta creando un importante deficit competitivo delle nostre imprese (sia le più grandi che le PMI) in termini di riduzione di costi, capacità di offerta e di innovazione e opportunità di sviluppo sul mercato nazionale e ancor più internazionale.

Questo deficit deve essere superato attraverso lo sviluppo di un Piano strategico delle infrastrutture a medio-lungo termine, articolato su una seria programmazione di grandi progetti infrastrutturali strategici finalizzati a riportare l’Italia al centro dell’Europa.

 

Rapporto con il fisco e la giustizia amministrativa

Occorre trasformare il rapporto con il fisco: passare da un controllo ispettivo (che spesso diventa accanimento) a valutazioni sulla correttezza delle impostazioni fiscali scelte.

Crediamo che oggi sia fondamentale intervenire definitivamente sulla tassazione diretta e indiretta delle imprese, che oggi in Italia è tra le più alte al mondo. Concorderemo con le imprese un patto di riduzione delle tasse a fronte di un aumento di imponibile, insieme all’impegno per il recupero dell’evasione.

Dobbiamo infine lavorare per ottenere risposte dalla giustizia amministrativa in tempi brevi, in linea con la velocità del business delle aziende. L’incertezza del fisco e della giustizia è, infatti, un freno enorme per gli investimenti, soprattutto per quelli stranieri e per quelli delle aziende di medie dimensioni.

Dobbiamo garantire una maggiore certezza e rapidità di attivazione delle decisioni della Pubblica Amministrazione, per restituire pieni poteri e autorevolezza alle autorità di controllo e ridurre drasticamente il contenzioso amministrativo.