Innovazione

L’Italia nei prossimi cinque anni può e deve acquisire e mantenere una posizione di influenza e leadership mondiale nelle tecnologie emergenti: intelligenza artificiale, robotica, manifattura intelligente, trasporti, energie rinnovabili, nano e biotecnologie, nuove frontiere della medicina. Il potenziale di trasformazione sociale, economica e culturale che le tecnologie emergenti possono apportare è enorme e, soprattutto, rappresenta anche per altri Paesi la base per una trasformazione virtuosa e sostenibile nel futuro.

Un vantaggio competitivo in questi settori industriali nel prossimo futuro consentirà al Paese di vivere un nuovo rinascimento digitale e tecnologico che porterà i suoi frutti per decenni. Creeremo dunque una nuova leadership industriale e tecnologica, incentivando anche la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. E lo faremo agendo in diversi settori di sviluppo e attuando le misure del nostro programma.

Zone “tax free” ed Ecosistemi tecnologici

Favoriremo lo sviluppo della nuova leadership industriale mediante la creazione di alcune zone “tax free”, con l’obiettivo di facilitare l’insediamento e il rafforzamento nei settori strategici. Queste aree, collocate in varie zone del Paese, richiameranno la presenza di aziende italiane e straniere (mantenendo quella delle imprese esistenti) grazie a una serie di benefici, tra i quali un’aliquota delle imposte dirette al 5% per dieci anni e un’aliquota stabile al 20% per gli anni successivi.

Inoltre, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (lungo un periodo di dieci anni) l’azienda sosterrà un costo per i dipendenti pari allo stipendio lordo, con l’eliminazione di ogni onere fiscale aggiuntivo. Le agevolazioni consentiranno la nascita di nuovi distretti tecnologici. Richiameremo in Italia nuovi investimenti, che permetteranno la nascita o il rafforzamento di distretti tecnologici e di nuove aziende del settore in tutto il Paese, a fronte di una comprovata ricaduta in termini di posti di lavoro generati.

Le aree tecnologiche su cui l’Italia deve puntare sono quelle in cui è dimostrabile un livello di eccellenza e dove le competenze sono consolidate. In questi ambiti vogliamo costruire una leadership tecnologica che sia tangibile nel confronto con i mercati esteri e che punti a rafforzare la rete di imprese tecnologiche italiane. Vogliamo partire dalla valorizzazione delle qualità del Paese e dal vero Dna produttivo e creativo dell’Italia. Puntiamo a un programma molto ambizioso: rendere l’Italia, in pochi anni, la SILICON VALLEY dell’Europa.

Verrà quindi definito un programma di incentivazione alla crescita in questi settori tecnologici:

  • Nanotecnologie e nuovi materiali
  • Genetica e biotecnologie
  • Robotica e intelligenza artificiale
  • Mobilità elettrica intelligente, guida autonoma
  • Chimica, cosmetica e farmaceutica
  • Agritech e agrifood
  • Blockchain IoT (Internet of Things)
  • Realtà virtuale e aumentata

Per questi settori saranno promossi incentivi alla ricerca orientata allo sviluppo di applicazioni utili all’industria. Tra le tecnologie digitali abilitanti lo sviluppo delle aree tecnologiche, citiamo l’intelligenza artificiale (Machine Learning, Big Data, Ottimizzazione etc.), le reti informatiche distribuite (es: Blockchain) e l’Internet of things (IOT), la realtà aumentata e virtuale (AR/VR). Tutti gli stakeholder (ricerca, industria, startup, governo, fondi di investimento) saranno chiamati a partecipare e allo sviluppo di progetti integrati, in multi-operabilità.

Gli ecosistemi non saranno gestiti da enti governativi ma da soggetti privati con i necessari requisiti tecnici e finanziari. Le istituzioni manterranno una supervisione per garantire la trasparenza e monitorare le responsabilità.

 

Trasformazione digitale del Paese: semplificazione della Pubblica Amministrazione attraverso le tecnologie digitali

Favoriremo la creazione di ecosistemi digitali in settori in cui la Pubblica Amministrazione, e quindi il cittadino, soffrono ancora di un’arretratezza tecnologica che è la vera causa della disfunzionalità del nostro Paese. Utilizzeremo le tecnologie esponenziali per attivare nuovi processi, più efficienti, nei settori della Sanità, della Scuola, della Giustizia, nella Mobilità e Trasporti, nella Sicurezza.

Per ciascuno di questi settori saranno create infrastrutture digitali che, attraverso l’implementazione di piattaforme abilitanti, semplificheranno i processi della Pubblica Amministrazione. Consentiranno al cittadino di accedere ai servizi pubblici in maniera veloce e semplice, con conseguente riduzione dei costi per la stessa Pubblica Amministrazione. Il risparmio di spesa potrà essere utilizzato in altri settori di intervento e nella manutenzione dei sistemi, rendendo così la macchina pubblica sempre più efficiente. Il processo di digitalizzazione porterà inoltre altri due benefici:

  • Maggiore trasparenza nel rapporto tra pubblico e privato.
  • Maggiore collaborazione tra pubblico e privato nell’individuazione delle piattaforme necessarie alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

Per facilitare lo sviluppo del primo punto saranno promosse le pratiche di e-procurement, attraverso le quali sarà possibile ottenere una maggiore trasparenza dei dati nel rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione, anche eventualmente utilizzando tecnologie di public ledger come la blockchain.

Spingeremo verso la cultura della Open Innovation, della collaborazione pubblico-privato e tra piccole e grandi imprese, sempre mantenendo trasparenza e tracciando le responsabilità.

 

Potenziamento della Sicurezza informatica del Paese: Cybersecurity

La sicurezza informatica è, e sarà sempre di più, uno dei temi più importanti – e inquietanti – per tutti i Paesi del mondo. Secondo l’Unione Europea è al secondo posto tra le emergenze che potrebbero portare conflittualità a livello globale, tra i cambiamenti climatici e l’immigrazione. Secondo la Banca d’Italia nel 2016 il 47% delle piccole, medie e grandi imprese italiane ha subìto un attacco informatico. Il costo del danno arrecato da ogni attacco andato a buon fine è stimato in circa 3,5 milioni di euro. Pertanto è necessario costruire da subito un sistema di sicurezza cibernetica che non sia soltanto di prerogativa pubblica, bensì estendibile a tutta la rete imprenditoriale privata.

Inoltre, secondo i dati del centro studi dell’Università Sapienza sulla sicurezza informatica, nel 2020 saranno vacanti 3 milioni di nuovi posti di lavoro nello stesso settore in Europa e almeno 300.000 nuove posizioni dovranno essere coperte in Italia per far fronte agli attacchi informatici. Per questo motivo il nostro programma prevede di creare un processo di sviluppo del settore della sicurezza informatica attraverso incentivi e strategie di implementazione quali:

  • Partnership multi-stakeholder – ricerca, industria, governo – per creare piattaforme di sicurezza per il Paese in grado di generare uno scudo solido contro gli attacchi cibernetici.
  • Incentivazione delle imprese all’adozione di strumenti per lo sviluppo di progetti per la sicurezza cibernetica, in partnership con i centri di ricerca e le startup.
  • Incentivazione delle imprese all’acquisto di sistemi e servizi per la sicurezza disponibili sul mercato.
  • Promozione della cultura e sensibilizzazione verso il problema, mediante il sostegno a percorsi formativi e di apprendimento degli elementi di primo livello di conoscenza del problema.
  • Incentivi alla formazione di risorse interne alle aziende per l’espletamento delle funzioni necessarie a garantire la capacità di difesa da attacchi informatici.

 

Sviluppo di nuove imprese tecnologiche e internazionalizzazione

Riteniamo che l’accelerazione della crescita sia legata all’internazionalizzazione delle startup e alla loro capacità di fare alleanze con imprese più grandi e già forti sui mercati esteri.

In questo ambito saranno attivati dei voucher per l’internazionalizzazione cui le startup potranno accedere se il progetto di internazionalizzazione prevede la partnership con imprese più grandi già presenti all’estero (nella distribuzione o nella produzione); tali grandi imprese, al contempo, potranno godere di una detassazione relativa a parte del costo sostenuto per il progetto di internazionalizzazione della startup.

 

Sviluppo di un nuovo sistema economico industriale collaborativo: Open Innovation e Trasferimento tecnologico

Il Trasferimento tecnologico dalla ricerca all’industria è alla base della capacità del nostro Paese di generare innovazione. Tuttavia i dati a riguardo in Italia sono molto deludenti, comparati con le medie europee. Eppure L’Italia mostra un’altissima capacità in termini di numero di pubblicazioni scientifiche in diversi settori, come ad esempio nel campo biomedico, dove è tra i primi quattro paesi del mondo.

Questo accade per una serie di motivi che si riassumono nell’ancora limitata capacità degli operatori della ricerca di cogliere le esigenze del mercato e quindi dell’industria. La sfida da vincere è quella che sta in un cambio di approccio della ricerca. Questo cambio di paradigma si deve combinare con l’interesse dell’industria a recepirlo e apre la via a una società dell’innovazione collaborativa e aperta: la società dell’Open Innovation.

A tale proposito il nostro programma prevede un sistema di incentivazione per:

  • Programmi di formazione di figure professionali idonee alle attività di valorizzazione dei risultati della ricerca;
  • Percorsi di co-ricerca e co-sviluppo avviati a partire dall’individuazione di esigenze di mercato.

I programmi di sostegno alla ricerca di base rimarranno comunque garantiti nelle misure previste dalle disposizioni comunitarie. Anche in questo caso l’industria beneficerà di sgravi fiscali in continuità con quelli previsti dal Patent Box, ma soltanto nel caso di reale inserimento sul mercato dei risultati della ricerca valorizzata.

 

Incentivazione allo sviluppo di tecnologie e prodotti con impatto positivo nella società in riferimento ai 17 Obiettivi sullo Sviluppo Sostenibile

Le nuove tecnologie possono rappresentare un grande punto di svolta nel raggiungimento di questi risultati. Attraverso le tecnologie ad avanzamento esponenziale e le ricerche in molti settori, da quello energetico a quello alimentare, dall’intelligenza artificiale alla robotica, tutte le nuove e vecchie competenze in materia di tecnologie possono e devono concorrere e rendere lo sviluppo più sostenibile per il pianeta.

Per tale ragione saranno studiati e avviati programmi di incentivazione allo sviluppo di tecnologie e applicazioni che abbiano impatto sociale positivo in termini di sostenibilità.

 

Investimenti in Ricerca di base e applicata

In aggiunta ai programmi di ricerca come i PRIN, bisogna sostenere i singoli ricercatori nel settore pubblico, con programmi di finanziamento che non richiedano la formazione di cordate con le istituzioni più potenti nella politica accademica. La distribuzione dei finanziamenti deve essere fatta da commissioni indipendenti, anche composte da membri non italiani.

Un’altra importante azione mirata ad incentivare le attività di ricerca nel settore privato è la valorizzazione del titolo di dottorato, offrendo per esempio un rimborso completo dei primi due anni dello stipendio di un dottore di ricerca al suo primo contratto a tempo indeterminato in attività di ricerca. La misura ha completamente rivoluzionato il panorama della ricerca privata in Francia, trasformando la regione dell’Île de France in uno dei centri mondiali di innovazione tecnologica.

Bisogna dare fiducia e libertà di azione al fine di raggiungere gli obiettivi di ricerca in maniera più efficiente possibile.