La ricerca della felicità

Noi crediamo che i cittadini italiani abbiano il diritto inviolabile di ricercare la propria felicità. 

Non si tratta di un’enunciazione di principio ma di un elemento centrale della nostra azione e dei nostri valori: vogliamo che il diritto alla ricerca della felicità sia la linea guida della politica di uno Stato finalmente e realmente amico del popolo.

La ricerca della felicità è strettamente legata alla qualità della vita e all’autorealizzazione della persona mediante il lavoro. Tutto ciò è sancito dai valori fondanti la Costituzione Italiana, laddove (ex art. 3 Cost.) impone al Legislatore di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Ricercare la felicità significa quindi realizzarsi come persona soprattutto grazie al lavoro, per promuovere il quale urge rivedere le politiche sociali nei confronti di tutte le categorie interessate. Ricercare la felicità significa evitare l’alienazione del singolo e favorire quegli scambi sociali necessari per ritrovare la fiducia nel vicino e nelle istituzioni. 

I cittadini sono troppo spesso vittime di ingiuste o illecite disparità. Per i giovani nessuno ha mai studiato politiche di inserimento sociale: abbiamo talenti non riconosciuti e professionalità non valorizzate. Nessuno pone un argine al dilagante aumento dei poveri. C’è quindi l’immediata necessità di cambiamenti concreti, che abbiano alla base una maturazione della sensibilità e la conseguente adozione di misure appropriate. Il nostro obiettivo è ottenere significativi progressi: il principio fondamentale in cui crediamo è che la diversità umana e intellettuale corrisponda a una maggiore ricchezza. Vogliamo quindi offrire la possibilità e l’occasione di migliorare il proprio personale benessere e la qualità della vita. Vogliamo elevare nel Paese il grado di modernità, in tutte le sue espressioni, in linea con l’evoluzione globale.