La terza grande emigrazione italiana

Pubblicato il 26 Giugno 2019

Due milioni di italiani emigrati dal 2006 al 2018, alla ricerca di quella realizzazione che il Bel Paese non riesce ad assicurare. Intervenire non è più un opzione, è il dovere del Governo e delle Istituzioni.

 

E’ ormai lampante l’emergenza per i giovani laureati italiani. Il nostro Paese è in grado di offrire una formazione di alto livello, menti fresche escono dalle università pronte per il mercato del lavoro, ma molti di loro in Italia non riescono a trovare un lavoro adeguato al livello della formazione impartita.

Non solo giovani ma anche interi nuclei familiari: secondo i dati, tra il 2006 e il 2018 sono andati via in due milioni. Una vera emigrazione dall’Italia all’estero, e dalle Regioni meridionali verso il Nord. Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Sud circa 1.883.000 persone, lasciando interi Comuni praticamente disabitati.

Per capire come agire per invertire questa tendenza, bisogna analizzare le sue motivazioni.

In media a 5 anni dal conseguimento del titolo di studio, un laureato all’estero guadagna 2.200 € netti al mese, contro i 1.400 € che prenderebbe nel Bel Paese. Per chi resta le difficoltà non sono solo economiche, sono peggiori anche le condizioni di lavoro per motivi di precarietà aziendale e per le onnipresenti logiche clientelari italiane. I giovani lavoratori sono quindi soggetti a ulteriori stress che, uniti alle scarse prospettive di crescita professionale, lasciano ben poche soluzioni alternative al cercare fortuna lontano dall’Italia. Quest’imbuto tra formazione e mondo del lavoro non solo costringe un numero sempre crescente di italiani a cercare la realizzazione all’estero, ma rappresenta di conseguenza un costo elevatissimo per lo Stato. Per coprire l’intero ciclo di istruzione dei cittadini l’Italia spende infatti il 4% del PIL all’anno, circa 67.5 miliardi di Euro. Questo “investimento” crea un valore intellettuale aggiunto che, non essendo reinserito nel circuito economico italiano, contribuisce a creare valore nei paesi esteri più competitivi. Stiamo di fatto regalando le menti più eccelse al mercato internazionale, diventando negli ultimi anni il terzo gruppo europeo che vive in un altro paese (dopo Romania e Polonia). Ormai è davanti agli occhi di tutti: da anni è cominciata la terza grande ondata emigratoria italiana.

“La ricerca della felicità, della realizzazione personale, è una prerogativa fondamentale di ogni uomo” – afferma il Presidente di 10VolteMeglio Enrico Bozza – “Non si tratta di un’enunciazione di principio ma di un elemento centrale della nostra azione e dei nostri valori, ecco perché rappresenta il primo punto fondante del programma del nostro partito. Le Istituzioni, il Governo, tutta la politica e l’infrastruttura economica italiana, fatta di eccellenze e di primati, ha il dovere di intervenire per invertire questa situazione con una programmazione sinergica puntuale di breve, medio e lungo periodo”.