Noi e gli altri

Pubblicato il 26 Giugno 2019

Nel nostro paese abbondano i programmi elettorali che, a prescindere dalle varie fogge, colori o vesti tipografiche, assicurano, in estrema sintesi, la rinascita dell’Italia se non addirittura una vera e propria resurrezione.

Dando per scontati i buoni propositi, i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti, la catarsi promessa si è puntualmente dileguata ed il rinascimento italiano rimane ben custodito nei libri di storia.

Dopo una premessa del genere sarebbe più che logico ritenere che 10X non avesse alcun programma ed invece è vero il contrario perché l’intento dei promotori di questa nuova realtà politica è diretto a recuperare quello che nessuno osa dire e fare in Italia: l’osservanza delle regole.

E’ innegabile che un proposito del genere appaia generalista o qualunquista ma alcuni esempi daranno l’esatta misura del vero significato di quanto testè affermato.

Sempre rifacendosi ai programmi di cui sopra ed alle conseguenti politiche messe in campo dai vari governi è possibile individuare una serie di “tormentoni” che da una trentina d’anni a questa parte affliggono gli Italiani.

Ad esempio, il pagare le tasse è universalmente riconosciuto come un obbligo giuridico al quale non ci si può sottrarre. Ebbene in Italia a ribadire la cogenza e vincolatività del dovere in questione esistono miriadi di norme nonostante le quali si è consentito il nascere ed il crescere, negli anni, di quell’elefantiaco mostro denominato evasione fiscale. E’ da tempo, ormai, che si è persa l’esatta dimensione del fenomeno succitato nei cui confronti si tenta di reagire ora con formule innovative, vedere da ultima la flat tax, ora con una beata ignoranza. Mai a nessuno, però, è passato per la mente la necessità di semplificare l’ordinamento tributario e programmare controlli seri da parte delle amministrazioni competenti

per incominciare a combattere l’iniquità fiscale che regna sovrana nel nostro Paese in dispregio del principio costituzionale di progressività dell’imposizione tributaria.

Un altro tema caro alla classe politica italiana è il pubblico impiego di cui ogni governo ne propone una riforma. Ormai si è perso il conto delle iniziative riformiste e, per onorare la tradizione, l’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione ha intenzione di identificare i dipendenti pubblici attraverso l’iride al fine di assicurarne la presenza in ufficio. Molto bene. Verrebbe, però, da chiedere all’ on. Bongiorno che cosa Le rimarrà da riformare all’indomani dell’entrata in vigore di questa nuova fantasmagorica iniziativa visto e considerato che il problema vero del pubblico impiego attiene alla quantità e alla qualità del lavoro con tutti i risvolti ad esse connessi. Le regole a tal proposito esistono e sono, come al solito, tante ma hanno avuto una formale o, nella migliore delle ipotesi, parziale applicazione. Anche in questo settore esistono i furbetti che non sono solo quelli del cartellino. E’ inutile sbandierare l’aziendalizzazione delle Pubbliche amministrazioni quando non si è in grado di programmarne le attività e valutare in maniera obiettiva ed equa il lavoro dei dipendenti.

Mi sia consentito un ultimo esempio che è quello più importante in quanto riguarda le finanze del Paese. Qui la situazione assume un carattere paradossale perchè le regole sono, in parte, di matrice europea e, nonostante ciò, si riesce a far lievitare ogni anno quel corpaccione informe del nostro debito pubblico. Addirittura l’obbligo del pareggio di bilancio è sancito costituzionalmente ma, altrettanto inerzialmente, l’esposizione debitoria dell’Italia aumenta. Anche in questo settore si propongono “effetti speciali” come quelli attualissimi dei mini-bot, liquidati elegantemente ed in maniera tecnicamente ineccepibile dal presidente della BCE, Mario Draghi, come fonte di nuovo debito o ipotesi di moneta illegale. Tertium non datur. Una risposta così chiara e semplice è la dimostrazione concreta della puntuale applicazione delle regole. Draghi non ha avuto bisogno di far ricorso a teorie ai più sconosciuti ma ha semplicemente applicato ciò che l’esperienza e la scienza del settore hanno maturato nel tempo.

Ed è proprio quest’ultimo l’aspetto fondamentale che sfugge all’attuale classe politica: la capacità di proporre soluzioni in base a quello che già esiste, migliorando se del caso gli aspetti che risultano critici, mantenendo fermi i principi della chiarezza nell’esporre i propri scopi e della semplificazione nell’agire. E’ necessario che il cittadino abbia ben chiari gli obiettivi che si propongono e che, conseguentemente, li condivida. Non serve stratificare norme su norme, ricorrere a formule poche chiare se poi i risultati sono scadenti. Nel governare un paese non contano i like ma i fatti concreti.

Ed è per questo che è nato 10X il cui scopo è recuperare quel rapporto di fiducia fra Istituzioni e cittadini nella piena consapevolezza che ciò possa avvenire solo attraverso il recupero della chiarezza delle regole, delle decisioni ragionate e della cultura al servizio del Paese.

Tutto qui e non è poco.