Politiche Ambientali ed Energetiche

L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo con un patrimonio naturalistico ed ambientale che deve essere tutelato e valorizzato. Negli ultimi decenni purtroppo non è avvenuto e oggi ne paghiamo le conseguenze. Le aree urbane sono estremamente inquinate e congestionate dal traffico (l’Italia è in testa alle classifiche delle città europee più inquinate in termini di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico ad esempio da polveri sottili) e ciò comporta notevoli impatti ambientali ma anche economici e sociali. Alcune sostanze inquinanti contribuiscono ai cambiamenti climatici globali con aumento della temperatura del pianeta e tropicalizzazione del clima; l’eccessiva antropizzazione e cementificazione del territorio acuiscono tali eventi.
Vogliamo rompere questo circolo vizioso per tutelare il patrimonio naturalistico e ambientale dell’Italia e la salute ed il benessere dei cittadini. Vogliamo guardare al futuro con ambizione e con un’idea chiara: che l’Italia possa essere un riferimento internazionale di sviluppo sostenibile che sappia coniugare la crescita economica ed il benessere con la tutela dell’ambiente in cui viviamo (siamo al penultimo posto in Europa per le politiche ambientali ed energetiche). Lasceremo così ai nostri figli e ai loro discendenti un mondo migliore di come noi lo abbiamo trovato.

 

Le principali sfide che il nostro Paese deve affrontare sono:

Inquinamento atmosferico (in particolare nelle aree urbane).
Inquinamento del suolo e del sottosuolo.
Cambiamenti climatici globali e conseguenti fenomeni climatici estremi.
Tutela del territorio.
Prevenzione e gestione dei rifiuti (soprattutto in alcune aree geografiche e centri urbani)
10 Volte Meglio vuole promuovere politiche efficaci ed azioni concrete per affrontare le sfide future e trasformare i problemi in opportunità. Ciò può essere fatto puntando sull’innovazione tecnologica e sullo sviluppo delle competenze a livello Paese in modo da creare posti di lavoro e contribuire al rilancio dell’economia. Le politiche che intendiamo promuovere riguardano in particolare i seguenti ambiti tra loro fortemente interconnessi.

 

Sistema energetico e mobilità

Fornitura di energia. Accelerare la conversione già in atto dalla produzione di energia fossile a quella rinnovabile: idrico, fotovoltaico, eolico a terra e offshore, biomasse.

Il solare come l’eolico hanno raggiunto la “grid parity”, il supporto al loro sviluppo sarà limitato, ma un’accelerazione dei processi di autorizzazione può essere chiave di ulteriore sviluppo. Favorire una maggiore adozione di energie rinnovabili con un sistema di Certificati che internalizzi tutti i costi di emissione di CO2. Utilizzare il gas come risorsa di approvvigionamento residuale e di bilanciamento del sistema, il fossile meno inquinante a completamento della produzione rinnovabile.

Utilizzo dell’energia. Promuovere su qualsiasi fronte l’efficienza energetica essendo il modo meno costoso per ridurre l’inquinamento atmosferico da CO2. Per quanto riguarda le case, spingere sull’efficienza energetica sia per quelle di nuova costruzione, ma anche per gli edifici già esistenti. Sviluppare un efficiente ecosistema energetico nelle case adottando le più recenti tecnologie legate al mondo digitale e al concetto di “Smart home”.

Per quanto riguarda il trasporto, incentivare la conversione ai veicoli elettrici anche attraverso lo sviluppo di adeguate infrastrutture, riducendo così l’inquinamento atmosferico e trasferire quanto più possibile il trasporto merci da gomma a ferro. Favorire inoltre lo sviluppo di sistemi di trasporto collettivo e soluzioni di mobilità integrata efficienti e orientati alle esigenze degli utenti. Sviluppare il tema delle “Autostrade del mare”, per utilizzare al meglio le migliaia di km di coste dell’Italia e la sua centralità nel Mediterraneo, investendo nello sviluppo di infrastrutture adeguate che genererebbero significativi ritorni occupazionali e positive ricadute sul sistema dei trasporti.

 

Obiettivi quantitativi:

Utilizzo di energia da fonti rinnovabili dal 18% attuale al 50% entro il 2030.
Innalzamento dell’incidenza di auto elettriche e ibride su parco auto circolante dal 1% attuale al 20% entro il 2030.
Utilizzo delle coste nel Mediterraneo per il trasporto pesante delle merci su gomma.
Creazione di 220.000 posti di lavoro nei prossimi 5 anni.
Economia circolare

Promuovere un modello di economia basato su processi produttivi ad elevata efficienza in cui i prodotti di scarto vengono costantemente riutilizzate.

Promuovere tecnologie e modelli di business che favoriscano la transizione ad un’economia circolare che stimolerà gli investimenti e porterà benefici, tanto nel breve quanto nel medio-lungo termine, per l’economia, l’ambiente e i cittadini.
Gestire in maniera attenta i rifiuti residuali al fine di eliminare i problemi che alcune aree geografiche e centri urbani si sono trovati a dover fronteggiare in situazioni di ripetuta emergenza. Limitare il recupero di energia ai materiali non riciclabili ed eliminare gradualmente le discariche, in particolare di rifiuti riciclabili o recuperabili. Favorire lo sviluppo di impianti di trattamento della materia e incentivare la creazione delle filiere del riciclo e del recupero. Migliorare l’efficienza della raccolta differenziata per aumentare i tassi di riciclo nelle regioni in ritardo.
Rinforzare gli organi istituzionali adibiti alla gestione integrata dei rifiuti definendo un Piano Nazionale Integrato. Rivedere le tempistiche amministrative e assicurando brevi tempi di risposta nell’ottica di favorire la transizione verso una economia circolare e lo sviluppo di pratiche virtuose.
Questi gli obiettivi quantitativi:

Riduzione della produzione di rifiuti pro capite e della produzione di rifiuti in termini assoluti del 30% entro il 2030 rispetto ai valori attuali.
Aumento dei volumi della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani dal 50% attuale al 90% entro il 2030 (con dimezzamento del gap tra le regioni più virtuose e quelle in ritardo).
Riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica dal 26% attuale a meno del 10% entro il 2030.
Creazione di 50.000 posti di lavoro nei prossimi 5 anni.
Tutela ambientale e del territorio

·       Ripristinare le aree degradate attraverso opportuni investimenti che consentiranno di prevenire eventi naturali che comportano gravi perdite economiche, oltre che umane, e danni sociali.

·       Favorire la tutela e lo sviluppo della biodiversità con politiche ed azioni che consentano di preservare gli ecosistemi terrestri e invertire la pressione antropica, incentivando lo sviluppo di aree verdi che hanno effetti positivi per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

Ammodernare i sistemi e le infrastrutture per la gestione della risorsa idrica del Paese che ad oggi rappresenta uno dei maggiori sprechi di risorse.
Rivedere drasticamente modalità e sistemi di gestione dei corpi idrici progettando programmi di misure, adeguatamente finanziati, che affrontino tutte le principali fonti di inquinamento, in particolare quelle dettate da agricoltura, industria e acque reflue urbane.
Questi gli obiettivi quantitativi:

Riduzione delle perdite di acqua nella rete idrica dal 35% a meno del 10% entro il 2030 (con soglia minima del 30% per le reti idriche più dissestate che hanno perdite superiori al 70%).
Azzeramento del tasso di consumo del suolo entro il 2030 rispetto agli attuali 10 mila ettari l’anno.
Incremento delle aree verdi urbane del 30% entro il 2030 rispetto ai valori attuali di 31 metri quadrati pro capite (con soglia minima di 15 metri quadrati per le aree urbane meno verdi).
Creazione di 30.000 posti di lavoro nei prossimi 5 anni.