Digitalizzazione

Il mondo è digitale, interconnesso, veloce, le città sono sempre più “smart”, ma l’Italia è ancora ferma ai timbri e alla carta bollata, a differenza di altri paesi del nord Europa e di zone in via di sviluppo che hanno abbracciato le innovazioni con coraggio.

La digitalizzazione promessa (e imposta per legge sette anni fa) quasi non esiste, creando disagi ai cittadini e moltiplicando tempi e costi per le imprese, che cedono ai concorrenti anche questo vantaggio competitivo. Il divario digitale rispetto alla UE è enorme: siamo ultimi, con Bulgaria e Romania.

Vogliamo che la digitalizzazione diventi un tema trasversale per tutto il Paese anche per la ricerca del posto di lavoro, favorendo con azioni e strumenti mirati l’efficienza prima di tutto della pubblica amministrazione, e poi dei cittadini e delle aziende.

Vogliamo finalmente sostituire le raccomandate e i raccoglitori cartacei con le e-mail, le comunicazioni elettroniche e gli archivi digitali. Investiremo in una banda larga che supporti il processo di innovazione. Beneficeremo di sensibili risparmi, intercetteremo i fondi europei che oggi vanno dispersi, daremo nuova spinta agli incubatori tecnologici nel territorio e importanti vantaggi alle imprese per l’e-business, che nel nostro Paese è ancora lontano dalla competitività dei nostri concorrenti.