Regioni

È nostro obiettivo intervenire a sostegno dello sviluppo delle Regioni e delle aree dove si rende più necessario un recupero e un allineamento al resto del Paese in termini di competitività e di livello occupazionale, nello sviluppo delle infrastrutture, nelle opportunità, nei servizi offerti ai cittadini e nella qualità della vita. Per far questo, si rende fondamentale una riforma costituzionale atta a parificare le legislazioni di tutte le Regioni d’Italia eliminando quelle a statuto speciale ed uniformandole al resto del Paese e riformare l’intero Titolo V della Costituzione.

 

Il Sud Italia è indubbiamente l’area del nostro Paese col più alto potenziale di crescita ancora non espresso. La nostra visione di un’Italia 10 Volte Meglio passa attraverso la capacità di cogliere anche questo potenziale, evitando gli errori del passato (come gli incentivi a pioggia o i finanziamenti a sportello) e concentrandosi su un programma di lungo periodo che si occupi delle cause e non dei sintomi.

Il nostro programma di lavoro si articola su tre linee d’azione:

Impresa e competitività: creare le condizioni all’interno delle quali il tessuto imprenditoriale possa crescere in modo sostenibile, contribuire alla crescita del Paese e creare nuovi posti di lavoro stabili nel tempo.
Qualità della vita e del territorio: creare infrastrutture e servizi di qualità per restituire ai cittadini un territorio pieno di opportunità e riaccendere la speranza.
Favorire, tramite l’introduzione di adeguati modelli di sviluppo, la gestione della Pubblica Amministrazione, della Giustizia e della Sicurezza rendendole più snelle e trasparenti, in sintesi più vicine a cittadini e imprese.
Abbiamo già identificato 120 progetti da realizzare: educazione, turismo, sanità, risorse naturali, salvaguardia del territorio, digitalizzazione dei servizi. Molte delle aree di intervento coinvolte vengono già affrontate da specifici capitoli del nostro programma a livello nazionale. In questa sede ci focalizziamo sugli interventi specifici per potenziare le regioni del Sud Italia.

Non aggiungendo ulteriori capitoli di spesa, miriamo ad utilizzare in maniera efficiente le risorse già stanziate: 93 miliardi di fondi Ue e co-finanziamenti governativi per il Mezzogiorno fino al 2020 (dati a cura del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Non deve più accadere che il nostro Paese debba restituire fondi europei già assegnati per mancanza di progettualità, come purtroppo è successo troppe volte nel recente passato.

Nello sforzo di creare posti di lavoro stabili nel tempo, il nostro primo obiettivo è quello di analizzare e riordinare il complesso sistema di incentivazioni pubbliche attualmente in vigore, per indirizzarlo verso investimenti a impatto immediato per lo sviluppo occupazionale del territorio. Nella nostra visione lo strumento pubblico non è sufficiente, ma può essere il volano per attirare risorse private (ad es. fondi di venture capital) che verranno coinvolte dall’inizio di questo processo. Riteniamo il Turismo l’area su cui concentrare i nostri sforzi di sviluppo imprenditoriale sia a livello nazionale sia a livello locale, con l’obiettivo di sfruttare al meglio le enormi risorse artistiche, culturali e paesaggistiche che il nostro Paese (ed in particolare il Mezzogiorno) offre. Soprattutto eliminare i vincoli burocratici, la scarsa qualità dell’offerta rispetto ai prezzi troppo alti.

Migliorare i flussi turistici anche nei periodi di bassa stagione è la nostra priorità attraverso azioni mirate ad aumentare la visibilità sui mercati turistici internazionali. Per ottenere questo obiettivo sarà anche necessario aumentare il coordinamento dell’offerta turistica attraverso lo sviluppo di circuiti di eccellenza interregionali che superino l’ottica puramente locale (ad es. poli museali).

Punto essenziale del nostro programma è anche la creazione delle condizioni favorevoli allo sviluppo di una mentalità imprenditoriale, non solo attraverso concorsi ed eventi di formazione specifici indirizzati a chi desidera mettersi in gioco in prima persona nello sviluppo di un’attività privata e auto-sostenibile. Vogliamo partire dalle radici e intervenire direttamente sul sistema scolastico primario, secondario e universitario per aumentare le competenze degli studenti (a cominciare dalle materie scientifiche, ma non solo) che sono poi essenziali nel mondo del lavoro e favorire il merito.

Al primo punto del nostro programma di governo abbiamo posto il diritto del cittadino alla ricerca della felicità. Al Sud, in particolare, vogliamo declinare questo obiettivo attraverso azioni che migliorino la qualità della vita sul territorio e che permettano di creare un substrato di fiducia su cui innestare tutte le azioni di sviluppo e crescita. Le aree di intervento riguarderanno:

La sanità, con il rinnovo delle reti ospedaliere e la spinta alla digitalizzazione delle cartelle cliniche (con la possibilità di gestire il paziente cronico in remoto senza gravare ulteriormente le strutture ospedaliere).
La cultura, con la creazione di poli culturali interregionali e di gemellaggi internazionali, che favoriscano anche l’attrattività turistica.
L’ambiente, attraverso la gestione efficace del ciclo dei rifiuti e del servizio idrico integrato;
L’energia, attraverso la diffusione dei servizi essenziali sul territorio (es. metano) e lo sviluppo di poli di eccellenza nella produzione di energie rinnovabili così abbondanti ma poco sfruttate nel nostro Paese.
I trasporti, attraverso il completamento delle opere strategiche in corso e pianificazione delle prossime priorità strategiche.
L’istruzione di base, attraverso il recupero del patrimonio scolastico, programmi di formazione ad hoc per i docenti e l’introduzione di programmi di monitoraggio e valutazione delle politiche di apprendimento.
L’università, con la salvaguardia del diritto allo studio degli studenti meritevoli, programmi di scambio con l’estero anche per i docenti, interventi di edilizia universitaria per migliorare l’offerta formativa e l’attività di ricerca.
Tutte le nostre iniziative a livello nazionale, e a maggior ragione nel Mezzogiorno, non possono però prescindere da un profondo rinnovamento dei meccanismi di funzionamento della Pubblica Amministrazione. Vogliamo uno Stato al servizio del cittadino anche nella sua struttura periferica, in cui merito e competenze siano valorizzate con amministratori che vengano costantemente formati. Vogliamo che i Dirigenti si assumano le responsabilità della propria firma e, quindi, delle proprie decisioni senza aver paura di cagionare danni erariali o contabili.

Anche il sistema giudiziario deve poter beneficiare dell’informatizzazione dei processi, per snellire i tempi di attesa dei giudizi e liberare risorse per garantire un maggiore presidio del territorio a beneficio della sicurezza. Ma anche il cittadino deve fare la propria parte, ed è per questo che intendiamo promuovere percorsi di formazione sulla legalità ed educazione civica nelle scuole e nei luoghi di lavoro, e intendiamo garantire le risorse per le associazioni che svolgono questo ruolo direttamente sulle strade.